Vaccino Covid 19 e operatore di interesse sanitario: chi e?

6.8.2021
Licenziamento e Salute

Sei un’addetta alla sicurezza agli ingressi delle hub vaccinali regionali?

Sei un’addetta alla reception delle strutture sanitarie ed assistenziali?

Sei un addetto del personale di pulizia dei locali di una Rsa o di un ospedale?

Sei un addetto ai servizi di mensa e distribuzione pasti in una RSA?

Svolgi uno di questi lavori o altri sempre in luoghi nei quali operano esercenti le professioni sanitarie, che hanno obbligo di vaccino previsto dalla legge, ma tu non lo sei e non sai come comportarti quando il datore di lavoro ti chiede il green pass per andare a lavoro?

Hai tanti dubbi e per questo motivo hai effettuato alcune ricerche online e sei finito qui, sul nostro blog, sperando di ricevere un aiuto in tal senso? Sei nel posto giusto.

Dedicaci qualche minuto del tuo tempo e ti diremo a chi si applica l’obbligo vaccina per sanitari e operatori di interesse sanitario, ti diremo l’operatore di interesse sanitario: chi e? E Ti diremo se rientri nella categoria degli operatori di interesse sanitario o meno.

Siamo sicuri che dopo la lettura di questo articolo riuscirai ad orientarti. Allora, buona lettura!

Ti abbiamo già raccontato cosa succede in generale ed agli esercenti le professioni sanitarie se rifiutano il vaccino.

Per prima cosa il datore di lavoro non può chiederti di mostrargli il green pass, chi può trattare questi dati è solo il medico competente. Infatti, se il datore di lavoro tratta i dati sanitari del dipendente viola l’art. 5 dello Statuto dei lavoratori (Legge 20 maggio 1970 n 300), che prevede, a tal proposito, che: “Sono vietati accertamenti da parte del datore di lavoro sulla idoneità e sulla infermità per malattia o infortunio del lavoratore dipendente. Il controllo delle assenze per infermità può essere effettuato soltanto attraverso i servizi ispettivi degli istituti previdenziali competenti, i quali sono tenuti a compierlo quando il datore di lavoro lo richieda. Il datore di lavoro ha facoltà di far controllare la idoneità fisica del lavoratore da parte di enti pubblici ed istituti specializzati di diritto pubblico”. Se il tuo datore di lavoro non rispetta questa normativa può essere punito anche con una sanzione penale dell'ammenda da euro 154 a euro 1.549 o dell'arresto da 15 giorni ad un anno (art. 38 co. 1 Legge 300/1970).

La funzione di questa norma è quella di evitare che i datori di lavoro possano strumentalizzare l'accertamento sanitario per fini impropri, che possono essere lesivi della dignità del lavoratore (ad esempio per comminare abusivamente sanzioni disciplinari o addirittura per risolvere illegittimamente il rapporto di lavoro).

Questi dati invece possono essere richiesti e trattati dal medico competente ( artt. 2 co. 1 lett “h”, 25 e 41D.lgs. 81/2008). Infatti, già il Garante della Privacy nelle faq 17/02/2021 aveva detto rispetto alle vaccinazioni anti Covid 19, che solo il medico competente è legittimato a trattarle. E non il datore di lavoro che in caso contrario violerebbe la privacy del dipendente.

Anche il Protocollo condiviso Governo Parti sociali del 6 aprile 2021 ha previsto che per la vaccinazione in tutti i luoghi di lavoro ha un ruolo di primo piano il medico competente, al quale viene attribuito il dovere di informazione dei lavoratori «sui vantaggi e sui rischi connessi alla vaccinazione e sulla specifica tipologia di vaccino, assicurando altresì l’acquisizione del consenso informato del soggetto interessato, il previsto triage preventivo relativo allo stato di salute e la tutela della riservatezza dei dati» il quale potrà avvalersi per la somministrazione del vaccino di personale sanitario in possesso di adeguata formazione.

Ancora il Garante della Privacy con provvedimento del 13 maggio 2021 ha specificato che il datore di lavoro non può avere accesso agli elenchi dei dipendenti che si sottopongono al vaccino, e la tutela della privacy deve essere garantita dal medico competente.

Quindi, se il datore di lavoro ti chiede direttamente la certificazione di avvenuta vaccinazione per accedere ai luoghi di lavoro, puoi rispondere in senso negativo, poiché la richiesta potrà provenire solo dal medico competente o da un suo incaricato che abbia l’obbligo di segretezza sui tuoi dati personali.

Una volta che abbiamo appurato che il green pass può essere verificato solo dal medico competente o da un suo ausiliario, ma non dal datore di lavoro, esaminiamo la questione se tu rientri tra coloro che sono obbligati a ricevere la somministrazione del vaccino.

Per rispondere al quesito si deve esaminare la questione dell’obbligatorietà del vaccino rispetto agli operatori non svolgenti mansioni di carattere sanitario, ma operanti all’interno di strutture sanitarie come le RSA, ad esempio coloro che svolgono le mansioni di inservienti nelle mense delle RSA.

Infatti, se sei un’addetta alla sicurezza agli ingressi delle hub vaccinali regionali o un’addetta alla reception delle strutture sanitarie ed assistenziali o un addetto del personale di pulizia dei locali di una RSA o di un ospedale o un addetto ai servizi di mensa e distribuzione pasti in una RSA, non sei di certo un esercente professione sanitaria. 

Però l’obbligo vaccinale si applica ai sensi del DL44/2021 non solo agli esercenti professioni sanitarie, ma anche agli operatori di interesse sanitario.

E allora l’operatore di interesse sanitario: chi e? Tu ci rientri nella nozione di operatore di interesse sanitario?

Purtroppo DL 44/2021 parla di operatori di interesse sanitario, ma non fa un elenco, non dice chi sono.

Proviamo a capirci di più.

Se si definisce tale categoria facendo riferimento alle informazioni reperibili sul sito del Ministero della Salute, si tratta di solo tre figure: il massofisioterapista; l’operatore socio-sanitario; l’assistente di studio odontoiatrico. Quindi,  restano in ogni caso esclusi dalla cerchia degli obbligati al vaccino tutti i lavoratori che non sono iscritti negli albi professionali sanitari e che non sono operatori sanitari in senso stretto, anche se lavorano all’interno di strutture sanitarie, sociosanitarie e socio-assistenziali, nelle farmacie, parafarmacie e studi professionali, quindi andrebbero esclusi dagli obbligati: l’addetto alla sicurezza agli ingressi delle hub vaccinali regionali; oppure gli addetti alla reception delle strutture sanitarie ed assistenziali; ed  ancora, il personale addetto alla pulizia dei locali; il personale addetto ai servizi di mensa e distribuzione pasti.

Non abbiamo risposte migliori se leggiamo la legge 1febbraio 2006, n. 43 - all’art. 1, comma 1 che individua le professioni sanitarie infermieristiche, ostetrica, riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione e al 2° comma dispone che  nozione di  operatore di carattere sanitario deve essere definita dalle singole leggi regionali.

Quindi, se stiamo alla legge la categoria di operatore di interesse sanitario potrebbe variare da regione a regione a seconda di cosa stabiliscono le varie leggi delle nostre 20 regioni. Ma in questo modo in questo periodo di pandemia non avremmo quella certezza ed uniformità applicativa che serve per dominare delle situazioni così pericolose quali sono appunto le epidemie.

Ma allora è proprio impossibile capire l’operatore di interesse sanitario: chi e?

Si, il legislatore pare si sia proprio dimenticato di definire la categoria. Allora alcuni hanno proposto di considerare operatori di interesse sanitario che sono obbligati al vaccino ex DL 44/2021 tutti coloro che svolgono prestazioni o mansioni che implicano contatti interpersonali o comportano, in qualsiasi altra forma, il rischio di diffusione del contagio da SARS-CoV-2- nelle strutture sanitarie, sociosanitarie e socio-assistenziali, pubbliche e private, nelle farmacie, parafarmacie e negli studi professionali, cioè in base al rischio ambientale.

Ma anche questa tesi non porta ad alcuna certezza su chi entra con vaccino e su chi rimane fuori in realtà.

Il problema è stato risolto dal Decreto Legge 10 settembre 2021, n. 122

Infatti, nelle Residenze Sanitarie Assistenziali vige già l'obbligo per il personale sanitario ed è obbligatorio il possesso della Certificazione Verde per i visitatori.

Il nuovo Decreto Legge 10 settembre 2021, n. 122 (introducendo al DL 44/2021 l'art. 4 bis) ha esteso l'obbligo di vaccinazione non solo ai sanitari ed al personale di interesse sanitario ma anche al resto del personale dipendente, tecnico e amministrativo,  interno o dipendete di ditte esterne impiegato in strutture residenziali, socio-assistenziali e socio-sanitari (quindi ad esempio anche dipendenti di ditte esterne della ristorazione e delle pulizie).

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