Green pass, super green pass e vaccino: cosa sono?

20.9.2021
Licenziamento e Salute

Super green pass, green pass, vaccino, sono parole ormai ripetute come mantra, ma sono la stessa cosa? Quali sono le regole sul lavoro, cosa succede se non hai il super green pass? E se non hai il green pass? E se non hai il vaccino?

Non sei più in grado di orientarti? Ti sfuggono le differenze fra Super green pass, green pass e vaccino? Vuoi sapere se sono obbligatori?

Se vuoi provare a capirci di più sei sulla pagina giusta. Prenditi un po’ di tempo e leggi attentamente la nostra guida, vogliamo darti una bussola per orientarti nella giungla normativa dei green pass, super green pass e vaccini sui luoghi di lavoro.

Buona lettura!

La differenza fra green pass, super green pass e vaccino

Green pass, super green pass e vaccini: quali sono le differenze?

Sappiamo che  per alcuni lavoratori è richiesto il green pass, per altri il vaccino, mentre ai lavoratori ultracinquantenni e per la fruizione dei servizi (anche di ristorazione), lo svolgimento delle attività e degli spostamenti, che risultassero limitati o sospesi ai sensi della normativa vigente, è necessario il possesso del super green pass.

Il green pass è un documento che comprova «lo stato di avvenuta vaccinazione contro il SARS-CoV-2 o guarigione dall’infezione da SARS-CoV-2, ovvero l’effettuazione di un test molecolare o antigienico rapido con risultato negativo al virus SARS-CoV-2» (art. 9 del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52). È quindi un documento, cartaceo o digitale, rilasciato dalle autorità sanitarie ai soggetti i quali: 1) abbiano completato il percorso vaccinale contro il virus SARS-CoV-2; 2) siano guariti dall’infezione causata dal medesimo virus; 3) abbiano effettuato un test molecolare o antigienico con esito negativo in ordine all’infezione dal richiamato virus.

La certificazione ha una durata diversa per queste tre categorie: 6 mesi per i vaccinati (dal 1 febbraio 2022, prima di tale periodo la validità era di 9 mesi), 6 mesi per i guariti, 48 ore per chi si è sottoposto a tampone antigienico e 72 ore per chi si è sottoposto a tampone molecolare.

Si tratta di una certificazione che nasce in ambito europeo per consentire ai cittadini di muoversi a determinate condizioni nei diversi Paesi membri dell’Unione Europea (Regolamento (UE) 2021/953 del Parlamento europeo e del Consiglio del 14 giugno 2021).

Il super green pass, invece, è un documento che comprova solo la vaccinazione o la guarigione, non contempla, invece, l’effettuazione di un test molecolare antigienico rapido con risultato negativo al virus SARS-CoV-2.

La vaccinazione è invece definita «la vaccinazione anti-SARS-CoV-2 effettuate nell'ambito  del  Piano  strategico nazionale dei vaccini per la prevenzione delle infezioni da SARS-CoV-2» (art. 9 del decreto-legge 22 aprile 2021).

Quindi, la differenza fra green pass, super green pass e vaccinazione anti Covid 19 è chiara: il green pass è il documento che prova la vaccinazione o la guarigione o l’effettuazione di un test molecolare od antigienico rapido; il super green pass è il documento che prova la vaccinazione o la guarigione; la vaccinazione prova solo l’avvenuto vaccino appunto.

La disciplina riguardante i vaccini anti Covid 19: quali lavoratori hanno l’obbligo di vaccinarsi?

Ora che abbiamo chiarito quale è la differenza fra green pass e vaccino, proviamo a capire quando e per chi è obbligatorio il vaccino e quando e per chi è obbligatorio il green pass.

Di vaccini anti Covid 19 sui luoghi di lavoro si parla ormai da dicembre del 2020. All'epoca la situazione era molto incerta. Non si sapeva quali fossero le conseguenze per il dipendente che avesse rifiutato il vaccino. Ora, soprattutto per i lavoratori operatori sanitari ed altri settori ( come la scuola ed altri) la situazione è molto più chiara.

Nelle righe che seguono proviamo a darti alcune indicazioni utili.

Proprio per ovviare a queste incertezze il Decreto Legge 44/2021 conv da legge 76/2021 ha, infine, introdotto l’obbligo di vaccinazione anti-Covid per operatori sanitari, farmacisti, che operano nelle strutture sanitarie, sociosanitarie e socio-assistenziali, pubbliche e private, farmacie, parafarmacie e studi professionali. La disposizione sull’obbligo vaccinale prevedeva lo spostamento dell’operatore sanitario che rifiuti il vaccino a una mansione che non implichi contatti interpersonali e, in mancanza, la sospensione dall’attività e dalla retribuzione. La sospensione si protraeva al massimo fino al 31 dicembre 2021, termine oggi esteso fino al 15 giugno 2022.

Il Decreto Legge 26 novembre 2021, n. 172 (art. 2) ha modificato il DL 44/2021 (art. 4 bis e art. 4 ter) ed esteso dal 15 dicembre 2021 l’obbligo vaccinale anche a:

a) personale scolastico del sistema nazionale di istruzione, delle scuole non paritarie, dei servizi educativi per l'infanzia di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, dei centri provinciali per l'istruzione degli adulti, dei sistemi regionali di istruzione e formazione professionale e dei sistemi regionali che realizzano i percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore (quindi non solo docenti e personale ATA delle istituzioni scolastiche, ma tutto il personale dipendente delle istituzioni scolastiche, educative e formative).

b) personale del comparto della difesa, sicurezza e soccorso pubblico, della polizia locale, nonchè degli organismi di cui agli articoli 4, 6 e 7 della legge 3 agosto 2007, n. 124 (cioè ispettori del lavoro);

c) personale che svolge a qualsiasi titolo la propria attività lavorativa nelle strutture sanitarie e sociosanitarie (ad es. personale amministrativo che lavora in ospedale)

d) personale che svolge a qualsiasi titolo la propria attività lavorativa alle dirette dipendenze del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria o del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, all'interno degli istituti penitenziari per adulti e minori.

Per quanto riguarda il problema di individuare gli operatori di interesse sanitario, abbiamo elaborato una apposita guida alla quale rinviamo.

Il Decreto Legge 7 gennaio 2022, n. 1 ha modificato il DL 44/2021 (art. 4 ter) ed esteso dall'8 gennaio 2022 l'obbligo vaccinale anche a:

a) al  personale  delle università, delle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica e degli istituti tecnici superiori (art. 2 DL 1/2022 mod art. 4 ter DL 44/2021).

Quali lavoratori non hanno l'obbligo di vaccinarsi per motivi di salute e quali sono le conseguenze sulle loro mansioni?

Non hai l’obbligo di vaccinarti o puoi differire la vaccinazione se il tuo medico di base o il medico vaccinatore ha accertato che vi è pericolo per la tua salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate, come ad esempio indicato dalla circolare del Ministero della Salute 0035309-04/08/2021. Tuttavia, se sei esonerato dalla vaccinazione il datore di lavoro ti deve adibire a mansioni anche diverse, senza decurtazione della retribuzione, in modo da evitare il rischio di diffusione del contagio da SARS-CoV-2 (art. 4 co. 7 Dl 44/2021 ).

Fino a quando sarà obbligatorio vaccinarsi per questi operatori?

Ora che abbiamo chiarito chi ha l’obbligo di vaccinarsi per lavorare vogliamo chiarire che questo obbligo perdurerà fino al 15 giugno 2022

Cosa succede se il lavoratore che ha l’obbligo non si vaccina?

Se appartieni alle categorie di cui sopra e non ti vaccini vieni sospeso dal lavoro e non ti è dovuta la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominato, fino a quando non ti  vaccini o ti fai il richiamo e comunque non oltre il  15 giugno 2022. Per i professionisti iscritti ad un albo ciò comporta la temporanea sospensione (art. 4 DL 44/2021).

Inoltre, se lavori senza vaccino puoi essere subire la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 600 a euro 1.500 oltre ad eventuali sanzioni disciplinari previste dal CCNL o regolamento a te applicabile.

Chi e come deve controllare se i lavoratori sono vaccinati?

I dirigenti scolastici (se lavori nella scuola) o i responsabili della struttura o istituzione (se sei un dipendente non scolastico) o gli Ordini degli esercenti le professioni sanitarie (se eserciti la professione sanitaria e sei iscritto ad un albo) tramite la Piattaforma nazionale digital green certificate (Piattaforma nazionale-DGC) deve verificare immediatamente se sei in regola con l’obbligo vaccinale.

1. Se viene accertato che non sei in regola con l’obbligo vaccinale il tuo datore di lavoro deve invitarti a produrre, entro cinque giorni dalla ricezione dell'invito, la documentazione comprovante l'effettuazione della vaccinazione oppure l'attestazione relativa all'omissione o al differimento della stessa.

2. In questo caso entro 5 giorni dovrai produrre al datore di lavoro o al tuo ordine di appartenenza (art. 4 bis co. 4 e art. 4 ter co. 3 DL 44/2021):

a. il certificato vaccinale oppure

b. la richiesta di vaccino da eseguirsi entro 20 giorni dall’invito (e poi entro 3 giorni dalla avvenuta somministrazione dovrai comunicare il certificato vaccinale) oppure

c. L’attestazione del medico di base riguardante l’impossibilità medica di vaccinarti

3. Se non produci la documentazione di cui al punto 2 nei termini il datore di lavoro ti deve dare comunicazione scritta circa l’inadempimento all’obbligo vaccinale e contestualmente ti sospende senza retribuzione fino a quando non ti vaccini o comunque non oltre  il  15 giugno 2022.

4. Se vieni sospeso i tuoi responsabili ti sostituiscono con altro personale a termine il cui contratto si risolve di diritto nel momento in cui tu adempi all’obbligo vaccinale

5. Se eserciti la professione sanitaria e sei iscritto ad un albo il tuo ordine ti deve sospendere dall’esercizio della professione fino a quando non ti vaccini (art. 4 co. 3,4,5 DL 44/2021)

In caso di vaccinazione:

  1. per la prima dose, a partire dal 9 dicembre 2021, la Certificazione sarà generata entro 48 ore dopo la somministrazione ma avrà validità a partire dal 15° giorno fino alla dose successiva;
  2. per le dosi successive alla prima e per la vaccinazione a seguito di guarigione o infezione successiva a una dose di vaccino dopo almeno 14 giorni dalla somministrazione, la Certificazione sarà generata entro un paio di giorni e, dal 15 dicembre 2021 al 31 gennaio 2022, sarà valida per 9 mesi dalla data di vaccinazione. Mentre dal 1 febbraio 2022 sarà valida per 6 mesi dalla data di vaccinazione (art. 9 comma 3 DL 22 aprile 2021, n. 52 modificato da art. 3 DL 24 dicembre 2021, n. 221).


Cosa rischia il medico vaccinatore se il vaccino causa la morte o lesioni personali?

E’ previsto uno “scudo penale” per i vaccinatori, che consentirà loro di vaccinare in maggiore tranquillità: infatti, è esclusa la responsabilità per i reati di omicidio colposo e lesioni personali colpose (artt. 589 e 590 del codice penale) verificatisi a causa della somministrazione di un vaccino per la prevenzione delle infezioni da SARS-CoV -2, effettuata nel corso della campagna vaccinale straordinaria, se l'uso del vaccino è conforme alle indicazioni contenute nel provvedimento di autorizzazione all'immissione in commercio emesso dalle competenti autorità e alle circolari pubblicate nel sito internet istituzionale del Ministero della salute relative alle attività di vaccinazione, salvo vi sia da parte dei somministratori dolo o colpa grave (art. 3 e 3 bis DL 44/2021).

I lavoratori che hanno solo l’obbligo di green pass

Per tutti gli altri lavoratori pubblici e privati diversi da quelli obbligati al vaccino, vi è comunque l’obbligo di possedere il green pass.

Come abbiamo spiegato sopra (cf. “La differenza fra green pass, super green pass e vaccino”) il green pass è stato introdotto a seguito di una norma europea, il Regolamento europeo 2021/953, che ha previsto la certificazione verde digitale quale strumento per muoversi alle medesime condizioni tra i diversi Stati membri dell’Unione Europea.

Il Governo italiano ha poi introdotto alcune restrizioni derivanti per i soggetti sprovvisti di Certificazione verde ad uso interno (ammissibili per il regolamento europeo). L’art. 3 del decreto-legge 23 luglio 2021, n. 105 (inserendo un art. 9 bis al decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52), ha previsto che, a decorrere dal 6 agosto 2021, nelle zone bianche l’accesso a determinati servizi ed attività è consentito esclusivamente ai soggetti muniti delle Certificazioni verdi: si trattava, tra l’altro, di servizi di ristorazione al chiuso, spettacoli aperti al pubblico, musei e mostre, piscine e palestre, sagre e ferie, convegni e congressi, centri termali, centri culturali e sociali, sale gioco e concorsi pubblici.

Non è richiesto il green pass per accedere ai servizi per:

1. i soggetti esclusi per età dalla campagna vaccinale – al momento, i soggetti minori di 12 anni;

2. coloro i quali non possono vaccinarsi sulla base di idonea certificazione medica.

L’idea di fondo dell’introduzione dell’obbligo del green pass è quella di adottare delle misure di cautela in luoghi che presentano rilevanti rischi di contagio.

Fra l’altro si è posto subito il problema se fra i servizi di ristorazione al chiuso per i quali sussiste l’obbligo di esibire il green pass ci fossero anche le mense aziendali, tanto che alcune Amministrazioni avevano emesso delle circolari per chiarire che nelle loro mense non vi era l’obbligo di avere il green pass (come la Regione Piemonte ed il Ministero dell’Interno). Alla fine il Governo nelle faq del 14 agosto 2021 ha chiarito che il green pass è necessario anche per accedere alle mense aziendali.

Il Decreto legge 26 novembre 2021, n. 172 aveva esteso l’obbligo di green pass agli alberghi e strutture ricettive, compresi i servizi di ristorazione al loro interno (per i clienti ivi alloggiati); spogliatoi e docce degli impianti sportivi, anche all’aperto; trasporto locale, regionale, interregionale, compresi i traghetti per lo stretto di Messina e per le Isole Tremiti, compresi autobus.

Il decreto legge 24 dicembre 2021, n. 221 ha previsto dal 10 gennaio 2022 per la fruire della maggior parte di questi servizi l'obbligo di super green pass (ossia per servizi di ristorazione al chiuso, musei e mostre, piscine e palestre,  centri termali, centri culturali e sociali, sale gioco, alberghi o in qualsiasi altra struttura ricettiva e per partecipare a matrimoni o feste per cerimonie civili o religiose, spogliatoi e docce degli impianti sportivi, anche all’aperto; trasporto locale, regionale, interregionale, compresi i traghetti per lo stretto di Messina e per le Isole Tremiti, compresi autobus.

Il Decreto legge 7 gennaio 2021, n. 1 ha esteso l’obbligo di green pass dal 20 gennaio 2022  per accedere ai servizi alla persona ed ai colloqui in carcere con i detenuti, dal 1 febbraio 2022  per accedere a pubblici uffici, servizi postali, bancari e  finanziari, attività commerciali, fatti salvi quelli necessari per assicurare il soddisfacimento di esigenze  essenziali  e  primarie  della  persona.

Quanto alle modalità di verifica del green pass è stata creata una Piattaforma nazionale digital green certificate (Piattaforma nazionale-DGC) per l'emissione e validazione delle certificazioni verdi COVID-19. Tale piattaforma a piattaforma rilascia le certificazioni verdi COVID-19 comprovanti:

- lo stato di avvenuta vaccinazione contro il SARS-CoV-2,

- lo stato di avvenuta guarigione dall'infezione da SARS-CoV-2,

- l'effettuazione di un test molecolare o antigienico rapido con risultato negativo al virus SARS-CoV-2.

La app «VerifiCa19» è stata quella creata di conseguenza per i controlli su treni e ristoranti.

In particolare, per quanto riguarda le mense aziendali il legislatore crea una relazione giuridica diretta tra gestore della mensa e lavoratore, con la conseguenza che il datore di lavoro non ha alcun obbligo di controllo del green pass valido per accedere alla mensa aziendale. Questa impostazione è stata confermata anche da Confindustria.

Poi l’obbligo di green pass è stato esteso dall’art.1 comma 6 decreto-legge 6 agosto 2021, n. 111, (che ha inserito un art. 9 ter al decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52) a chiunque accede alle strutture delle istituzioni scolastiche , quindi anche i genitori degli alunni. Sono esentati dall’esibizione i soggetti esentati dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica, gli alunni e studenti, ad eccezione degli studenti degli ITS sottoposti all’obbligo.

Il mancato possesso o esibizione del Green Pass e l’omissione delle verifiche sopra indicate comporta la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 400 a euro 1.000, sanzione raddoppiata in caso di recidiva (ossia quando l’infrazione è commessa da chi è già stato sanzionato).

Infine, con il decreto legge 21/09/2021, n. 127 è stato esteso l’obbligo di green pass a tutti i lavoratori del settore pubblico e privato a partire dal 15 ottobre 2021 (invece dall'8 gennaio 2022 vi è obbligo di super green pass per tutti i lavoratori ultracinquantenni).

In sintesi le misure:

Nel pubblico impiego:

 obbligo green pass per ingresso in tutti i luoghi di lavoro (art. 1 co. 1);

 assenza ingiustificata non retribuita senza certificato verde e sospensione del rapporto lavoro (art. 1 co. 5);

 sanzioni amministrative da 600 a 1500 euro (irrogate dal Prefetto) per il dipendente che accede ai luoghi di lavoro senza green pass oltre ad eventuali sanzioni disciplinari, irrogabili dal datore di lavoro (art. 1 co. 7);

 anche per Autorità indipendenti, Consob, Covip, Banca d’Italia, enti pubblici economici e organi di rilevanza costituzionale;

 cariche elettive e cariche istituzionali di vertice;

 per soggetti esterni occupati nella Pa;

 personale e magistrati dei tribunali, giudici popolari,  avvocati e altri difensori, consulenti, periti e altri ausiliari del magistrato estranei all’amministrazione della Giustizia, l’obbligo non si estende, invece, a testimoni e parti del processo” (art. 2 co. 8);

 controllo responsabilità dei datori di lavoro: il controllo potrà essere eseguito anche a campione, prevedendo prioritariamente, ove possibile, che tali controlli siano effettuati al momento dell'accesso ai luoghi di lavoro, e individuano con atto formale i soggetti incaricati dell'accertamento e della contestazione delle violazioni degli obblighi (potranno essere dipendenti o personale esterno). Il governo emetterà linee guida con le quali indicherà le modalità di attuazione del modello organizzativo.

La verifica del Green Pass è effettuata mediante scansione del QR code del Green Pass con l'app per cellulari "VerificaC19" (scaricabile gratuitamente sugli app stores), che consente unicamente di controllare l'autenticità, la validità e l'integrità della certificazione, e di conoscere le generalità dell'intestatario, senza rendere visibili le informazioni che ne hanno determinato l'emissione (art. 1 co. 4 e 5).

 entro il 15 ottobre dovranno essere approntate modalità organizzative, di controllo e contestazione violazioni, in mancanza in datore di lavoro incorre in una sanzione amministrativa da Euro 400,00 a Euro 1.000,00 (raddoppiata in caso di reiterata violazione) (art. 1 co. 8).

Nel privato:

 green pass obbligatorio per l’accesso in ogni luogo di lavoro privato (art. 3 co. 1);

 green pass obbligatorio anche per lavoratori autonomi, partite Iva e chi offre servizi occasionali (art. 3 co. 1);

 datori di lavoro responsabili dei controlli: l controllo potrà essere eseguito anche a campione, prevedendo prioritariamente, ove possibile, che tali controlli siano effettuati al momento dell'accesso ai luoghi di lavoro, e individuano con atto formale i soggetti incaricati dell'accertamento e della contestazione delle violazioni degli obblighi (potranno essere dipendenti o personale esterno). Il governo emetterà linee guida con le quali indicherà le modalità di attuazione del modello organizzativo.

La verifica del Green Pass è effettuata mediante scansione del QR code del Green Pass con l'app per cellulari "VerificaC19" (scaricabile gratuitamente sugli app stores), che consente unicamente di controllare l'autenticità, la validità e l'integrità della certificazione, e di conoscere le generalità dell'intestatario, senza rendere visibili le informazioni che ne hanno determinato l'emissione (art. 3 co. 4 e 5).

 entro il 15 ottobre 2021 dovranno essere approntate modalità organizzative, di controllo e contestazione violazioni, in mancanza in datore di lavoro incorre in una sanzione amministrativa da Euro 400,00 a Euro 1.000,00 (raddoppiata in caso di reiterata violazione) (art. 3 co. 9).

 in caso di mancanza di green pass il lavoratore dipendente è considerato assente ingiustificato con sospensione della retribuzione, fino al 15 marzo 2022 (art. 3 co. 6);

 sanzioni amministrative da 600 a 1500 euro (irrogate dal Prefetto) per il dipendente che accede ai luoghi di lavoro senza green pass oltre ad eventuali sanzioni disciplinari, irrogabili dal datore di lavoro (art. 3 co. 8);

 nelle aziende sotto i 15 dipendenti il lavoratore sprovvisto di certificato verde può essere sospeso senza retribuzione dopo 5 giorni (considerati di assenza ingiustificata) e sostituito temporaneamente per massimo 10 giorni rinnovabili per una sola volta con altro lavoratore e comunque non oltre il 15 marzo 2022.

 sanzioni amministrative da 600 a 1500 euro (irrogate dal Prefetto) per il dipendente che accede ai luoghi di lavoro senza green pass oltre ad eventuali sanzioni disciplinari, irrogabili dal datore di lavoro (art. 3 co. 8).

Ulteriori misure:

 tamponi gratuiti per gli esentati dalla vaccinazione (art. 4 co. 2). Per tutti gli altri lavoratori si discute se i tamponi debbano essere pagati dal datore di lavoro o il costo debba essere sopportato dal lavoratore. Infatti, se si considera il tampone una misura di sicurezza obbligatoria l'art. 15 co. 2 del D. Lgs. 81/2008 prevede che: "Le misure relative alla sicurezza, all'igiene ed alla salute durante il lavoro non devono in nessun caso comportare oneri finanziari per i lavoratori". Diversamente se si considera un obbligo previsto dalla legge e quindi non una specifica misura di sicurezza aziendale, allora il relativo onere dovrà essere sopportato dai lavoratori. Senza presunzione di poter dare certezza assoluta sicuramente può essere un buon criterio di valutazione quello di verificare se il test molecolare o antigienico per i lavoratori sia previsto o meno nel DVR del datore di lavoro, in tal caso sarà di certo una misura di sicurezza il cui onere va sopportato dal datore di lavoro.

 tamponi a prezzo calmierato nelle farmacie (8 euro per i minorenni, 15 euro per i maggiorenni) in caso di violazione la farmacia è prevista una sanzione amministrativa da euro 1000 a euro 10.000 (art. 4 co.1);

Il Governo ha già emesso delle Faq per quanto riguarda la disciplina del green pass sui luoghi di lavoro, chiarimenti importanti sono i seguenti:

Il Governo ha emesso delle Faq per quanto riguarda la disciplina del green pass sui luoghi di lavoro, chiarimenti importanti sono i seguenti:

I tassisti hanno l’obbligo di controllare il green pass dei clienti?

No, i clienti non hanno l’obbligo di green pass.

I clienti che ricevono in casa un idraulico, un elettricista o un altro tecnico dovranno controllare il green pass?

No, in quanto non sono datori di lavoro ma stanno acquistando servizi. Resta fermo che è loro facoltà chiedere l’esibizione del green pass.

Chi controlla il libero professionista? E il titolare di un'azienda che opera al suo interno?

Il libero professionista quando accede nei luoghi di lavoro pubblici o privati per lo svolgimento della propria attività lavorativa viene controllato dai soggetti previsti dal decreto-legge n. 127 del 2021. Il titolare dell’azienda che opera al suo interno viene controllato dal soggetto individuato per i controlli all’interno dell’azienda.

Il datore di lavoro della colf o della badante è tenuto a verificare che la dipendente abbia il green pass?

Sì.

Visto l’obbligo del green pass, nelle aziende si potrà derogare alla regola del metro di distanziamento?

No, il green pass non fa venir meno le regole di sicurezza previste da linee guida e protocolli vigenti.

Il Governo il 12 ottobre 2021 ha pubblicato le linee guida per i lavori del settore pubblico e privato, in sintesi:

1. Il soggetto preposto al controllo è il datore di lavoro, che può delegare questa funzione con atto scritto a specifico personale

2. Il controllo potrà avvenire all’accesso o successivamente, a tappeto o su un campione quotidianamente non inferiore al 20% del personale in servizio, assicurando la rotazione e quindi il controllo di tutto il personale.

3. Per le verifiche, sarà possibile usare l’applicazione gratuita Verifica C-19

4. I soggetti che, per comprovati motivi di salute, non possono effettuare il vaccino contro il COVID-19, dovranno esibire un certificato contenente l’apposito “QR code” in corso di predisposizione. Nelle more del rilascio del relativo applicativo, il personale esente – previa trasmissione della relativa documentazione sanitaria al medico competente dell’amministrazione di appartenenza – non potrà essere soggetto ad alcun controllo.

5. I controlli sui lavoratori che vengono da società di somministrazione devono essere effettuati sia dalla agenzia interinale sia dal datore di lavoro utilizzatore

6. Sono soggetti a controllo anche i lavoratori autonomi che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa o di formazione o di volontariato nelle sedi dell’azienda

7. Il green pass deve essere valido nel momento in cui il lavoratore effettua il primo accesso quotidiano alla sede di servizio e può scadere durante l’orario di lavoro, senza la necessità di allontanamento del suo possessore

8. Se per cinque giorni la badante non fornisce un green pass valido, il datore di lavoro può procedere alla sua sostituzione per 10 giorni, rinnovabili una volta e se la badante da sostituire è convivente con il datore di lavoro (o con un suo familiare che beneficia della prestazione lavorativa), deve lasciare l’alloggio alla sostituta.

9. Se la badante convivente, pur in possesso di green pass, risulta positiva, deve trascorrere la quarantena nella casa del datore di lavoro nella quale vive

10. L’obbligo di green pass non vale per gli autotrasportatori di mezzi di trasporto provenienti dall’estero, ma a costoro è consentito esclusivamente l’accesso ai luoghi deputati alle operazioni di carico/scarico delle merci, a condizione che dette operazioni vengano effettuate da altro personale (Circolare MIMS prot. 37420 del 14.10.2021)

Il Super green pass

Come ti abbiamo spiegato il super green pass è un documento che comprova solo la vaccinazione o la guarigione, non contempla, invece, l’effettuazione di un test molecolare o antigienico rapido

Il decreto legge 24 dicembre 2021, n. 221 ha previsto dal 10 gennaio 2022 per la fruire della maggior parte di questi servizi l'obbligo di super green pass ossia per:

• servizi di ristorazione al chiuso

• mostre, piscine e palestre

•centri termali

•centri culturali e sociali, sale gioco

• alberghi o in qualsiasi altra struttura ricettiva

• per partecipare a matrimoni o feste per cerimonie civili o religiose

• spogliatoi  e docce degli impianti sportivi, anche all’aperto

•trasporto locale, regionale, interregionale, compresi i traghetti per lo stretto di Messina e per le Isole Tremiti, compresi autobus.

Sono esenti dall’obbligo del Super Green Pass:

• i soggetti esenti dalla vaccinazione, dietro presentazione dell’apposita certificazione medica;

• i bambini di età inferiore a 12 anni;

• i cittadini che hanno ricevuto il vaccino ReiThera (una o due dosi) nell’ambito della sperimentazione Covitar;

• le persone in possesso di un certificato di vaccinazione anti SARS-Cov-2 rilasciato dalle competenti autorità sanitarie della Repubblica di San Marino.

Le sanzioni applicabili alle attività per le quali è richiesta la certificazione rafforzata sono le stesse attualmente in vigore, per cui in particolare si rischia:

• multa da 400 a 1000 euro;

• chiusura da 1 a 10 giorni dell’esercizio, qualora le infrazioni dovessero essere riscontrate per tre volte in tre giorni diversi.

Il super green pass per i lavoratori ultracinquantenni

Il Decreto Legge 7 gennaio 2022, n. 1 ha modificato il DL 44/2021 (art. 4 quater) ed introdotto dal 15 febbraio  2022 l'obbligo di super green pass sui luoghi di lavoro:

per i cittadini italiani e di altri  Stati  membri  dell'Unione  europea residenti nel territorio dello Stato, nonchè ai cittadini  stranieri iscritti e non iscritti al servizio sanitario nazionale, che abbiano compiuto il cinquantesimo  anno  di  età fra il giorno 8 gennaio 2022 (data di entrata in vigore della legge) ed il 15 giugno 2022 (la disciplina si applica ai dipendenti dal 15 febbraio 2022).

Quali lavoratori non hanno l'obbligo di super green pass per motivi di salute e quali sono le conseguenze sulle loro mansioni?

Non hai l’obbligo di vaccinarti o puoi differire la vaccinazione se il tuo medico di base o il medico vaccinatore ha accertato che vi è pericolo per la tua salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate, come ad esempio indicato dalla circolare del Ministero della Salute 0035309-04/08/2021. Tuttavia, se sei esonerato dalla vaccinazione il datore di lavoro ti deve adibire a mansioni anche diverse, senza decurtazione della retribuzione, in modo da evitare il rischio di diffusione del contagio da SARS-CoV-2 (art. 4 quinquies co. 7 Dl 44/2021 ).

Fino a quando vi sarà obbligo di super green pass per questi lavoratori?

Questo obbligo vi sarà dal 15 febbraio 2022 e perdurerà fino al 15 giugno 2022

Cosa succede se il lavoratore obbligato non ha il super green pass?

Se sei un lavoratore ultracinquantenne e non hai il super green pass vieni sospeso dal lavoro e non ti è dovuta la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominato, fino a quando non ti  vaccini o ti fai il richiamo e comunque non oltre il  15 giugno 2022 (art. 4 quinquies DL 44/2021).

In caso di mancanza di super green pass il lavoratore dipendente è considerato assente ingiustificato con sospensione della retribuzione, fino al 15 giugno 2022 (Art. 4-quinquies co. 4 DL 44/2021); nelle aziende sotto i 15 dipendenti il lavoratore sprovvisto di certificato verde può essere sospeso senza retribuzione dopo 5 giorni (considerati di assenza ingiustificata) e sostituito temporaneamente per massimo 10 giorni rinnovabili per una sola volta con altro lavoratore e comunque non oltre il 15 marzo 2022 (Art. 4 quinquies co. 4 DL 44/2021 e art. 9 septies, co. 7 DL 52  del 2021).

Inoltre, se lavori senza vaccino puoi essere subire la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 600 a euro 1.500 oltre ad eventuali sanzioni disciplinari previste dal CCNL o regolamento a te applicabile.

Chi e come deve controllare se i lavoratori hanno il super green pass?

I datori di lavoro pubblici e privati tramite la Piattaforma nazionale digital green certificate (Piattaforma nazionale-DGC) deve verificare immediatamente se sei in regola con l’obbligo di super green pass (art. 4 quinquies DL 44/2021), si applicano le medesime modalità di controllo già previste per il controllo dei lavoratori soggetti all'obbligo di green pass.

Esiste un obbligo vaccinale anti covid 19 al di fuori dei luoghi di lavoro?

Si, il Decreto Legge 7 gennaio 2022, n. 1 ha modificato il DL 44/2021 (art. 4 quater) ed introdotto dall'8 gennaio 2022 l'obbligo vaccinale per

i cittadini italiani e di altri  Stati  membri  dell'Unione  europea residenti nel territorio dello Stato, nonchè ai cittadini  stranieri iscritti e non iscritti al servizio sanitario nazionale, che abbiano compiuto il cinquantesimo  anno  di  età fra il giorno 8 gennaio 2022 (data di entrata in vigore della legge) ed il 15 giugno 2022.

Non hai l’obbligo di vaccinarti o puoi differire la vaccinazione se il tuo medico di base o il medico vaccinatore ha accertato che vi è pericolo per la tua salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate, come ad esempio indicato dalla circolare del Ministero della Salute 0035309-04/08/2021. Tuttavia, se sei esonerato dalla vaccinazione il datore di lavoro ti deve adibire a mansioni anche diverse, senza decurtazione della retribuzione, in modo da evitare il rischio di diffusione del contagio da SARS-CoV-2 (art. 4 quater DL 44/2021).

Se non ti vaccini nonostante l'obbligo sei sanzionabile con un somma di euro 100 se (art. 4-sexies DL 44/2021):

a) alla data del  1°  febbraio  2022  non  hai iniziato il ciclo vaccinale primario;
b) alla data del 1° febbraio  2022  non  hai effettuato la dose di completamento del ciclo vaccinale primario nei termini

c) alla data del 1° febbraio  2022  non  hai effettuato la dose di richiamo successiva al ciclo vaccinale primario entro i termini di  validità delle  certificazioni  verdi  COVID-19 (quindi 6 mesi)

In conclusione gli ultracinquantenni hanno un obbligo vaccinale generale sin dall'8 gennaio 2022 la cui inosservanza è punita con una sanzione amministrativa di 100 euro, mentre sul lavoro hanno l'obbligo di super gren pass a partire dal 15 febbraio 2022, la cui inosservanza è punita con la sospensione senza retribuzione.

In conclusione, alcuni interrogativi

A seguito della pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto-legge che generalizza l’obbligo di avere il green pass per poter lavorare, di vaccino per gli ultracinquantenni e di vaccino per alcune categorie di lavoratori (sanitari, scuola, forza pubblica ecc) occorre sin d’ora esprimere alcuni interrogativi, già avanzati da altri.

Il decreto legge prevede che la verifica sul green pass potrà essere effettuata dal datore di lavoro o da un suo delegato, diversamente quanto al vaccino, il Garante della Privacy con provvedimento del 13 maggio 2021 aveva specificato che il datore di lavoro non può avere accesso agli elenchi dei dipendenti che si sottopongono al vaccino, e la tutela della privacy deve essere garantita dal medico competente. Ora,  tale principio è declinato diversamente per il controllo del green pass di tutti i lavoratori dipendenti, ciò in quanto per gli strumenti di controllo informatico del green pass sono stati predisposti in modo da non permettere la conservazione del dato da parte del controllore, nè di accedere all'informazioni contenute nel dato, semplicemente il controllore verifica l'esistenza di una "spunta verde" che indica l'ok per l'accesso. In tal modo viene rispettato l’art. 5 della legge 300 del 1970 (Statuto dei Lavoratori) prevede che: "Il datore di lavoro ha facoltà di far controllare la idoneità fisica del lavoratore da parte di enti pubblici ed istituti specializzati di diritto pubblico".

Inoltre, l’obbligo,  si applica anche a colf, badanti e baby sitter. In questo caso, poiché sarà «l’abitazione a essere considerata un luogo di lavoro, la certificazione dovrà chiederla chi fa entrare i lavoratori in casa». Qui, si deve osservare che le modalità di controllo del padrone di casa nei confronti del lavoratore (autonomo o dipendente) suo ospite risulta di certo difficoltoso per soggetti (si pensi ad un anziano datore di lavoro di una badante) che di solito non hanno grande dimestichezza con la tecnologia.

Allo stesso modo sarà opportuno prevedere per il datore di lavoro  delle informative privacy da comunicare al dipendente quanto alla effettuazione dei controlli previsti dalla legge (che potrà essere inviata ai dipendenti via email, affissa all'ingresso o consegnata in cartaceo a ogni singolo soggetto sottoposto a verifica).

Ancora, per quale ragione il legislatore non ha imposto un obbligo di vaccinazione in via diretta, come per il personale sanitario e scolastico, alla platea di tutti i lavoratori? Perché ha preferito all’obbligo vaccinale prevedere l’obbligo di green pass? Come ti abbiamo spiegato il green pass viene rilasciato non solo a chi si è vaccinato (fino a 6 mesi), ma anche a chi ha effettuato test molecolari e antigienici (fino a 72 e 48 ore) o ha contratto il virus (fino a 6 mesi).

Certamente si è osservato che «se si fosse voluto sancire un generale obbligo di vaccinazione in via diretta-anziché arrivarci per via traversa, con l’imposizione del green pass per qualunque cosa-i principi di proporzionalità e necessarietà avrebbero richiesto, tra l’altro, di giustificarne la ragionevolezza delle copertura vaccinale già raggiunta e dell’impossibilità di conseguire mediante strumenti diversi la copertura reputata idonea a mettere in salvo la popolazione..dimostrando l’insufficienza dello strumento della persuasione sul piano dell’efficacia (Corte costituzionale 5/2018)..la prescrizione di un obbligo diretto avrebbe comportato lo stanziamento di fondi per indennizzare i danni derivanti dalla vaccinazione anti-Covid. L’indennizzabilità è prevista dalla legge solo per i vaccini obbligatori».

A maggior ragione è ragionevole imporre l'obbligo vaccinale generale per gli ultracinquantenni, ed escluderlo per le altre fasce di età, laddove risulta che con le nuove varianti del virus i contagi colpiscono indistintamente tutte le fasce di età della popolazione?

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